Rifiuti tossici e aumento tumori in Campania: il Ministro Balduzzi minimizza

Rifiuti e tumoriDopo i dati sull’ILVA di qualche mese fa, sui quali non si è più potuto tacere perché così abnormi e discostanti dalla media nazionale, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e il Ministro della Salute hanno reso pubblici i primi dati sulla mortalità in Campania e sul possibile nesso causale con i rifiuti tossici (diossine, metalli pesanti, scorie radioattive, amianto e così via) presenti nel territorio del napoletano e del casertano. La relazione finale sembra essere molto cauta e, benché riconosca un aumento dell’incidenza delle patologie tumorali, tenta di rapportarlo a stili di vita sbagliati (che beninteso pur esistono) piuttosto che alla presenza massiccia di rifiuti e discariche (abusive e legali): su questa linea le dichiarazioni sul tema del Ministro della Salute Renato Balduzzi che hanno scatenato reazioni tra il perplesso e l’indignato. Giustamente.

Certo i dati non sono eclatanti come quelli dell’ILVA, dove l’incremento medio stimato dei tumori si aggira attorno al 400%: in Campania è invece appena (si fa per dire) del 10-20%. Qualunque medico operi nelle strutture ospedaliere del napoletano e casertano può empiricamente constatare però quelle stime che attestano un incremento di tumori allo stomaco del 5%, di tumori al fegato del 7%, di malformazioni congenite del sistema nervoso del 8% e dell’apparato urogenitale del 14%. Naturalmente questa riportata è una media dell’intera regione, all’interno della quale ci sono zone maggiormente interessate dai disastri ecologici e zone a discreta o eccellente sostenibilità ambientale. Infatti, è necessario considerare che i dati veramente allarmanti riguardano le provincie di Napoli e Caserta, mentre le altre rientrano più o meno nella media nazionale e riducono con le loro quote la percezione del disastro reale registrato nelle terre che ormai da anni sono nell’occhio del ciclone tra scandali legati alla tratta dei rifiuti tossici tra nord e sud e sversamenti abusivi fuori discarica o in siti non idonei.

D’altronde che la presenza di discariche e di rifiuti tossici faccia aumentare l’incidenza di numerose patologie è documentata da tutta la letteratura scientifica. La relazione dell’ISS riporta testualmente che “sono state rilevate numerose associazioni positive e statisticamente significative (cioè non imputabili al caso) fra salute e rifiuti pericolosi” e, francamente, da cittadino prima ancora che da specialista, mi sembra improbabile e financo ingiusto che un rappresentante del governo possa fare affermazioni così incuranti della realtà dei fatti. Forse a questo punto sarebbe il caso che il Ministero organizzasse degli studi su tutto il territorio facendo partecipare anche liberi ricercatori e rappresentanti scientifici delle molte associazioni per la protezione dell’ambiente che si battono da anni per migliorare le condizioni ambientali della nostra nazione e per far emergere il suo reale stato di salute.

Il popolo intero è ormai decisamente deluso dal modo in cui il governo sta affrontando le questioni ambientali in relazione alla salute dell’uomo, d’altronde anche in questo caso è facile ritenere che quand’anche i dati sulla Regione Campania fossero stati più allarmanti e ufficialmente correlati ai disastri ambientali non ci sarebbe stata comunque una reazione diversa da quella avuta. Il dramma dell’ILVA ci ha insegnato tanto, sopratutto che per alcuni la vita umana ha meno valore del profitto che genera e degli interessi commerciali che muove. Insomma, l’unica soluzione siamo noi, con le nostre prese di posizione e decisioni.

Giuliano Polichetti
Chimico Farmaceutico
Specialista in Farmacologia e Tossicologia Clinica