Basta test su animali per cosmesi in Europa. Un traguardo ufficiale storico

Stop Animal TestingDopo anni di lotta, troppi in verità, in cui tanti animalisti hanno profuso energie e speranze tentando di liberare ignare creature dagli stabulari dei laboratori, scatta oggi, finalmente, il divieto comunitario per la sperimentazione dei cosmetici sugli animali. Un traguardo atteso, desiderato visceralmente, che oltre a riempirci di soddisfazione e gioia ci aiuta a sperare in un futuro, non troppo lontano, in cui la nostra società abbandonerà definitivamente l’orribile pratica della sperimentazione animale, in ogni forma e da ogni contesto.

Va detto, a onor del vero, che già nel 2009 si stabilì che in UE nessun ingrediente potesse essere testato sugli animali. Il motivo? Semplice, la maggior parte delle molecole e dei principi attivi in generale sono già stati in un modo o nell’altro sperimentati, andava da sé, dunque, che fosse inutile testare nuovamente ad libitum ciò di cui si conosceva vita, morte e miracoli. La falla restava su 5 test: tossicità per uso ripetuto, sensibilizzazione cutanea, cancerogenicità, tossicità riproduttiva e tossicocinetica (quelli, insomma, che garantirebbero la sicurezza del prodotto in sé). Il divieto scattato oggi riguarda proprio questi e pone fine a qualunque ipotesi futura di aggirare le norme. Sulla sperimentazione dei cosmetici si è sempre registrato un dissenso generale, anche tra i sostenitori dell’uso di animali per scopo scientifico. In effetti è barbaro pensare che un animale debba vivere tra atroci sofferenze e morire perché noi possiamo sfoggiare uno splendido rossetto: tuttavia, questa vittoria ha un raggio che si estende oltre l’orizzonte.

Stiamo diventando sempre più  sensibili come società civile e si sta diffondendo una consapevolezza sempre più profonda sul diritto alla vita che ogni essere vivente possiede. Certo la tremenda pelliccia forse non scomparirà ancora dal mercato ma sempre più persone sono chiare nell’ammettere che non ha senso nutrire la vanità umana con il dolore di altri esseri viventi. Questo è l’inizio di un processo che di sicuro infilerà le radici in molti settori della nostra vita: nella moda, nell’alimentazione, nella tutela ambientale e, perché no, anche nella ricerca scientifica.

Per oggi ci va di festeggiare, a cuor leggero, perché un traguardo è raggiunto e perché milioni di animali in tutta Europa sono salvi, senza saperlo. Il cambiamento investirà anche il resto del mondo, questo è certo, perché se è vero che per vendere in alcuni Paesi (per esempio la Cina) le nostre aziende devono produrre quintali di certificati (che prevedono la sperimentazione sugli animali) per i loro prodotti, è altrettanto vero che il favore dovrà esserci ricambiato; per tanto, anche gli accaniti sostenitori della vivisezione dovranno imparare metodi alternativi. Finalmente.

Alessandra De Sio
Dott. di ricerca in Marketing
Professionista del Marketing Etico e Ambientale