Come muore un animale da pelliccia?

Visoni LiberiHa mai visto come muore una pelliccia? Partiamo da questa domanda: l’ho rivolta in erboristeria, a una donna intenta a cercare uno shampoo naturale, che non rovinasse i capelli e la sua delicata pelle. Forse era proprio questa necessità che l’aveva spinta a scegliere anche quella splendida pelliccia di cincillà che indossava, “dieci spanne sopra a un terribile giubbotto sintetico” disse “che fa male e inquina pure”. Evidentemente terribile perché non sarebbe costato la vita a nessuno. Questo episodio (uno tra i tanti che potrei amaramente raccontare, in verità) accadeva ormai tempo addietro ma mi è subito ritornato alla mente vedendo il documentario investigativo “Morire per una pelliccia”, inserito nella campagna Visoni Liberi promossa da Nemesi Animale ed essereAnimali, che oggi vi invitiamo a visionare e a diffondere per fermare la barbarie degli allevamenti da pelliccia.

La realtà degli allevamenti di animali da pelliccia è la medesima, ovunque. In Europa, anche grazie alle leggi vigenti, le sfortunate bestie che alimentano il mercato della moda non si possono bastonare o seviziare, non si possono abbattere con metodi sanguinari, ma di certo non godono di un destino meno gramo dei loro fratelli in Asia, che pare invece abbia il primato di crudeltà in tema, o in altre parti del mondo. L’Italia accoglie ancora molte fattorie della morte e sopratutto, diversamente che in altri Stati comunitari, ancora non si parla di “messa al bando”  degli allevamenti non finalizzati all’industria alimentare. L’unica soluzione è dunque mobilitare le coscienze attraverso la diffusione della consapevolezza.

Nemesi Animale ed essereAnimali, come detto, hanno condotto una dettagliata investigazione sugli allevamenti nazionali di visone, intrufolandosi nei più loschi segreti della loro drammatica realtà. Il risultato? Uno spietato bollettino di guerra e un video che ha lo scopo di farci vedere con i nostri occhi cosa significa nascere, crescere e morire nel dolore e nella privazione, prigionieri di pochi centimetri di rete metallica: per vanità altrui. Il video non è cruento e dunque tutti possiamo vederlo, anche se le immagini sono toccanti per chiunque abbia un minimo di empatia; e dopo averlo visto, possiamo e dobbiamo raccontarlo e farlo vedere. Perché scegliere un capo di pelliccia non è un gesto privo di responsabilità; il mercato offre quello che i consumatori comprano e dietro alla nostra preferenza, in questo caso, c’è un mare di dolore e morte (170.000 l’anno, solo in Italia).

Guardare e diffondere questo importante documento è un gesto d’amore che tutti dobbiamo fare, senza dimenticare di firmare la petizione, sempre legata al progetto Visoni Liberi, per dare un segnale forte alle nostre istituzioni (al Ministero della Salute e a quello delle Politiche Agricole, nel dettaglio), che si facciano carico una volta per tutte, come giusto, del destino degli animali da pelliccia in Italia. Cambiare è possibile, e dobbiamo essere noi i primi a farlo.

Federico Lombardi
Project Manager
Professionista della Comunicazione Digitale

Sito Visoni Liberi