Tick (di Seil Al Hasani)

Come concentrazione di opere d’arte di Jungle City, i parchi di Edimburgo la scorsa estate occupavano i primi posti. I Princes Street Gardens in particolare erano animato da tanti simpatici animali, tra cui spiccava questo curioso e strano Orango. Chiamato Tick, “zecca”, pare proprio essere invaso su tutto il corpo da fastidiosi parassiti: visti da vicino, i piccoli punti neri risultano essere…case! Nere, spigolose case umane, che paiono lasciare delle macchie di grigio cemento sul vivido, fulvo manto dell’Orango. Un messaggio chiaro, un segno simbolico dell’invadenza umana sulla pelle della natura che ci ospita e dei suoi altri inquilini.

Tick (di Seil Al Hasani)Orango: grande, pacifica scimmia delle foreste pluviali di Borneo e Sumatra.

Popolazione 100 anni fa: 500.000 esemplari.

Popolazione oggi: 62.000 esemplari (7.000 in Sumatra, 55.000 nel Borneo).

Perché si sta estinguendo: semplicemente, a causa della distruzione del suo habitat, perso per l’80% negli ultimi 20 anni per produrre legname, polpa di cellulosa e conversione della foresta in coltivazione di palme da olio e miniere.

Jungle City – Edinburgh 2011: leggi l’articolo introduttivo.


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Padma (di Chris Groombridge)

Visitando Edimburgo la scorsa estate alla ricerca delle sculture di Jungle City ci si poteva imbattere in molti luoghi interessanti: incredibile notare come le sculture di animali spesso fossero posizionate in modo solo apparentemente casuale rispetto all’urbanistica della città. Proprio di fronte al Museo del Giocattolo, per esempio, era possibile incontrare questo cucciolo, giustamente, del vero protagonista dell’iniziativa, l’elefante asiatico. Padma il nome, a significare il legame stretto tra ambiente, animali e, purtroppo o per fortuna a seconda dei casi, tradizione umana: in sanscrito, infatti, si traduce con “loto”, il fiore sacro per eccellenza di molte religioni asiatiche, oltre che protagonista di racconti e leggende conosciute in tutto il mondo.

Padma (di Chris Groombridge)

Elefante asiatico: questo mastodontico, regale animale gioca un ruolo assolutamente vitale per l’equilibrio del proprio habitat. La sua estinzione, di per se così drammatica, diviene ancora più spaventosa avendo infatti ripercussioni altrettanto catastrofiche su altre specie di animali e per tutto il suo ecosistema.

Popolazione 100 anni fa: 250.000 esemplari.

Popolazione oggi: 30.000 esemplari.

Perché si sta estinguendo: ancora una volta, il motivo principale della scomparsa di questo nobile animale risiede nella progressiva, inesorabile perdita del suo habitat. Negli ultimi 100 anni, l’elefante asiatico ha visto letteralmente annientare, dall’uomo, il 95% della propria casa.

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Berries e Flowers and Butterflies (di Diana Ralston)

Nei giardini botanici di Edimburgo, mimetizzati tra una distesa di verde e una miriade di specie floreali diverse, ecco spuntare non uno, ma ben due amici di Jungle City! I loro nomi dicono già tutto, e sembrano davvero calzare a pennello sia per la realizzazione artistica che la posizione “botanica” di queste opere: Berries (bacche) e Flowers and Butterflies (fiori e farfalle). Un’unione di significati sulle piume di questi animali volatili meravigliosi, a indicare la varietà di una natura che però è e rimane una sola.

Berries e Flowers and Butterflies (di Diana Ralston)

Bucero: uccello diurno da stormo tipico del sudest asiatico, famoso per ilsuocorno cavo (cassa di risonanza per i richiami) o pieno d’avorio (arma per i combattimenti) e per la rara visione binoculare (il becco è quindi un ostacolo visivo, anche se di contro ne ha un’incredibile padronanza, vedendolo).

Popolazione: non ci sono dati certi, attuali e passati, anche se è provato il declino e il rischio estinzione di bucero rinoceronte e grande bucero.

Perché si sta estinguendo: tanto per cambiare, al primo posto la deforestazione e gli incendi del loro habitat. Vale per tutti gli animali, ma questi uccelli hanno davvero bisogno di spazi enormi. A seguire, bracconaggio (il corno viene venduto, la coda utilizzata in alcune cerimonie tradizionali locali).

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Rubix (di Emma Kemp)

Un gioco di colori: Rubix, il coccodrillo che ha sulla pelle la soluzione al proprio nome. Questo nuovo amico di Jungle City sembra rappresentare un paradosso che lo tocca da vicino: sono proprio i colori della sua casa, sempre più mescolati e indefinibili a causa di distruzione e inquinamento operato dall’uomo, e la particolarità della sua pelle infatti a renderlo un animale in via d’estinzione. Un gioco la cui soluzione c’è, ma sembra spesso troppo complessa.

Rubix (di Emma Kemp)

Coccodrillo: sornione e pericoloso, vanta molte diverse specie. Tra queste, il Gaviale del Gange, dal famoso muso stretto e allungato, è il più raro al mondo: nel 1970 ha infatti sfiorato l’estinzione, arrivando a meno di 60 esemplari. Leggermente meno raro, ma comunque in serio pericolo estinzione, il Coccodrillo palustre: due tristi facce della stessa medaglia.

Popolazione 100 anni fa: 10.000 esemplari di Gaviale del Gange, poco più di 20.000 di Coccodrillo palustre.

Popolazione oggi: 200 esemplari di Gaviale del Gange, poco più di 5.000 di Coccodrillo palustre.

Perché si sta estinguendo: come ormai per quasi tutti gli animali a rischio, la causa primaria va ricercata nella distruzione e nell’inquinamento del suo habitat: giungle, paludi e grandi corsi d’acqua. A seguire il mercato della pelle e di alcune pratiche della medicina orientale; da non sottovalutare infine la pesca, che può coinvolgere questi grandi rettili con spiacevoli incidenti, spesso mortali.

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Barcode Tiger (di Anna Masters)

Per molti turisti alla ricerca di gadget da acquistare sarà parsa un’allucinazione dovuta al caldo dell’imprevedibile clima estivo della capitale scozzese: e invece questa originale opera d’arte è una delle sculture di Jungle City. Una “tigre a barre” che dovrebbe ricordarci come gli animali non siano merce da trattare ma creature viventi da rispettare. Senza scadenza.

Barcode Tiger (di Anna Masters)

Tigre: il più fiero “grande felino” della terra, è un cosidetto predatore alfa: si colloca quindi all’apice della catena alimentare non avendo predatori in natura, a parte l’uomo…è per questo ago della bilancia insostituibile per l’equilibrio del proprio ecosistema.

Popolazione 100 anni fa: 100.000 esemplari.

Popolazione oggi: 3.000 esemplari (in 13-14 paesi).

Perché si sta estinguendo: a causa della distruzione del suo habitat e dell’ignobile caccia, alimentata dal mercato di alcune pratiche della medicina orientale e per il pregio del suo manto, conciato clandestinamente. Infine, il bracconaggio di cui purtroppo, ancora oggi, si sente parlare.

Jungle City – Edinburgh 2011: leggi l’articolo introduttivo.


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