Canada e massacro delle foche, pochi giorni al via

Foche CanadaTra una manciata di giorni il Canada darà l’annuale, rituale via libera alla mattanza delle foche; una pratica terribile applicata su larga scala che vede protagonisti uomini muniti di arpione e bastone e animali inermi di ogni età, lenti e goffi nei movimenti e quindi facili prede della violenza umana. Come accade per la caccia alle balene o per la mattanza dei delfini e per altre mille olocausti perpetrati ai danni di alcuni specifici animali, anche la mattanza delle foche non ha (e come potrebbe?) una logica spiegazione; una “tradizione” che oltretutto sembra non trovare ostacoli, anno dopo anno, nonostante la mobilitazione internazionale sempre più pressante dell’opinione pubblica.

L’unica cosa certa è che è iper finanziata dal governo canadese; dalle foche le industrie locali ricavano grasso, olio, pelli, carne e altri sottoprodotti che il mercato nazionale non assorbe che in piccola parte. E il resto? Da anni è destinato all’esportazione, ma verso quali Paesi? In effetti ormai quasi nessuno più è disposto a comprare il frutto di cotanta crudeltà, ma non è solo questione di coscienza collettiva, dal 2009 oltre 30 nazioni vietano per legge la commercializzazione di prodotti derivati dalla foca, una scelta che ha in pratica messo in ginocchio il settore e che ha spinto Canada e Norvegia a fare ricorso presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio, la quale ha già sentenziato che tali misure sono una risposta alle preoccupazioni morali dell’Unione Europea in tema di benessere delle foche.

Tra un paese massacratore e un mercato che non vuole assorbire i frutti del massacro dove si colloca questo scempio? Negli interessi di quelle lobby che, come spesso accade, sono esclusive titolari di un settore che “deve” funzionare, piaccia o non piaccia. Non abbiamo prodotti da boicottare ma possiamo fare qualcosa: firmare la petizione dell’OIPA, facendo pressione sul governo Canadese. Vi premettiamo che l’operazione vi ruberà qualche minuto, ma è necessario per confezionare una mail che avrà ottime possibilità di non essere bloccata dai filtri spam, spesso predisposti per queste occasioni.

Redazione Attenti all’uomo

Petizione OIPA