A caccia di pitoni

Uno dei pitoni birmani catturato da Edward MercerUna storia a prima vista leggera, che in realtà porta un messaggio importante sul rapporto tra uomo e natura. Partiamo dall’inizio: negli anni novanta il Parco naturale di Everglades, in Florida, è stato invaso dai pitoni birmani; da allora questi serpenti, tra i più grandi al mondo, hanno proliferato nel corso degli anni al punto da diventare un problema.

Questi rettili, infatti, si nutrono soprattutto di uova e uccelli (come gli splendidi cormorani che abbondano nel parco statunitense), ma anche di animali di medie dimensioni: è facile intuire come il numero sempre più alto di rappresentanti di questa specie non autoctona metta a rischio l’intero ecosistema del parco.

Per porre rimedio alla delicata situazione, è stato ingaggiato Edward Mercer, un “cacciatore” di serpenti che, con apposita licenza, può entrare in tutte le aree del parco alla ricerca dei pitoni birmani. Una volta individuati, i serpenti vengono inesorabilmente catturati.

Ma niente paura, è qui che arriva la buona notizia: gli animali, adorati da Edward, vengono inviati con ogni premura ad altri parchi o strutture adeguate. Un “lieto fine” che mostra come sia possibile un intervento umano intelligente e di collaborazione e supporto alla natura, sfruttando la ragione non per distruggere e sottomettere ma anzi per preservare il mondo che ci ospita.

Redazione Attenti all’uomo