Bat Box: per aiutare i pipistrelli a tornare in città

Bat BoxVittime di discriminazione e sciocchi luoghi comuni i pipistrelli sono da sempre scacciati e maltrattati dagli uomini in ogni modo, grazie sopratutto a una letteratura che li vede passare da mutaforma vampireschi a simbolo di eroi si, ma “oscuri”. Nella realtà, la cementificazione selvaggia ha completato l’opera di persecuzione di questi piccoli esseri volanti privandoli di ripari naturali, cibo e serenità. Con il passare del tempo la loro “assenza” in città si è dimostrata davvero deleteria e oggi le associazioni ambientaliste e animaliste si stanno impegnando in massicce campagne di sensibilizzazione ai cittadini e nella diffusione di piccole casette di legno, rifugio ideale per il riposo e la riproduzione dei pipistrelli: le Bat Box.

Ma facciamo un passo indietro e raccontiamo questo particolare mammifero volante: il chirottero, o più comunemente pipistrello appunto, è tra gli animali più innocui al mondo, si nutre di insetti (sopratutto di zanzare) e nella maggior parte dei casi si muove principalmente grazie all’ecolocalizzazione, un sonar biologico che ha affascinato generazioni di studiosi (in pratica il pipistrello emette suoni e ne ascolta l’eco per capire la conformazione del luogo in cui si trova e muove). È un formidabile spazzino dell’aria e chiunque ne abbia qualcuno nei pressi di casa può toccare con mano la minore presenza di insetti “fastidiosi” per l’uomo e per le sue colture (un singolo pipistrello può arrivare a nutrirsi di 2000 insetti a notte!). Nonostante ciò i pipistrelli portano con sé appunto molte leggende, letterarie e metropolitane, unite a luoghi comuni che li rendono ospiti poco graditi e talvolta addirittura spaventosi.

Vi assicuro: non si impigliano nei capelli delle donne, non succhiano il sangue delle persone (tranne quelli ematofagi, che non sono comunque presenti da noi e difficilmente possono creare seri danni a un altro essere vivente; anzi ultimamente sono divenuti fondamentali per alcune ricerche scientifiche in campo medico, in virtù delle caratteristiche anticoagulanti di una proteina presente nella loro saliva, la desmoteplase), non portano cattive notizie, e via dicendo. Questi animali sono solo molto poco conosciuti, in special modo dalle persone di città, e il fatto che siano abitatori della notte purtroppo non aiuta a spazzar via quell’alone di mistero che li avvolge.

L’unica verità sui pipistrelli è che sono animali schivi, che non sono in alcun modo in conflitto con l’uomo: personalmente entrai in contatto diretto con uno di questi fascinosi “topini del cielo” grazie a mio padre, che così me li presentò quando con mia grande gioia ne accudì uno che si era introdotto per sbaglio in casa nostra rompendosi un’ala. Dopo il primo, impacciato contatto (a dire il vero dovuto più a certe barriere estetiche che altro), fu un rapporto bellissimo, fatto di gentilezze e reciproca soddisfazione e che sicuramente ebbe un impatto notevole su di lui, che torno libero e in piena salute poche settimane dopo, quanto su di me, che imparai l’empatia nei confronti di tutti gli animali, anche quelli considerati selvaggi ed esteticamente non “teneri” o “belli” (almeno secondo i nostri canoni occidentali).

Vale per tutti gli animali, ma in questo caso forse ancora più: conoscere e aiutare i pipistrelli che sopravvivono nelle nostre città è un dovere, anche perché siamo stati noi a decimarne le popolazioni in modo del tutto ingiustificato e perché la loro presenza è di grande importanza per gli ecosistemi naturali e anche per quelli urbani, se di ecosistemi si può parlare. A Milano, presso Palazzo Marino, proprio oggi è stata presentata una campagna di sensibilizzazione e diffusione delle Bat Box realizzata grazie alla collaborazione tra Coop, Università di Firenze e Scuola del Fumetto di Milano. “Un pipistrello per amico” dunque nei prossimi giorni aiuterà i cittadini con un simpatico fumetto a reperire informazioni utili a far tornare i pipistrelli in città: anche in questo caso, mio padre (uno dei primi e dei pochi, anni addietro) mi fece conoscere questa bella e al tempo stesso utile soluzione per aiutare e ridare una casa a questi nostri preziosi “vicini”. Pensateci, potete informarvi e acquistare la vostra Bat Box o anche costruirla da soli, basta volerlo con un pizzico di creatività e di amore per la natura.

Federico Lombardi
Project Manager
Professionista della Comunicazione Digitale

Pubblicazione "Che cosa è la Bat-Box. Ecco la vera storia"