Basta stadi ciminiere a cielo aperto. Potrebbe arrivare il divieto di fumo

Fumo allo stadio: forse basta anche in ItaliaA partire dalla prossima stagione calcistica, andando allo stadio, potremmo trovare una grande novità: il divieto di fumo. Forse questa decisione non farà contenti tutti, ma alcuni decisamente si. Certo la partita è ancora tutta da giocare, l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive del Viminale ha, infatti, solamente approvato un ordine del giorno in cui si introduce la proposta di questo provvedimento, ma noi siamo fiduciosi e lo siamo per almeno tre motivi che, anzi, faranno domandare ai più come mai nel 2012 non sia già in vigore una simile regolamentazione.

Primo: fumare fa male alla salute, il fumo passivo fa ancora più male. Alcuni studi hanno evidenziato senza possibilità di replica come il numero di sigarette consumate aumenti esponenzialmente in condizioni di tensione (quindi, non solo “la partita” in sé, ma addirittura i singoli momenti della stessa: pensiamo a un rigore per esempio) e non solo: luoghi “aperti” ma con grandi concentrazioni di persone diventano esponenzialmente più malsani, concentrando come se si fosse in un luogo chiuso le polveri sottili e l’inquinamento generati dal fumo (gli scienziati dell’Istituto dei Tumori di Milano realizzarono durante una partita a San Siro un esperimento, misurando la presenza di polveri nell’aria dentro e appena fuori lo stadio per tutta la durata dell’evento: i dati suffragarono quello che abbiamo appena detto, e vennero tutti attribuiti all’effetto del fumo, visti i valori di nicotina misurati dentro lo stadio, 3,16, e appena fuori i cancelli, 0,12).

Secondo: lo sport è salute, forma fisica e natura, e tutto questo decisamente non fa rima con il fumo, in effetti l’uno escluderebbe l’altro (almeno così dovrebbe essere). Dunque, il messaggio che ciascuno di noi dovrebbe assorbire durante una manifestazione sportiva è quello di vivere una vita quanto più sana possibile: perché, oltretutto, in quasi tutto il mondo è proibito fumare (in molti casi da decenni!) negli stadi e ormai in molti luoghi pubblici all’aperto (pensiamo a New York oppure alla California, con rispettivamente parchi e spiagge senza fumo), mentre da noi è già tanto far rispettare il divieto nei luoghi chiusi?

Terzo: fumare danneggia l’ambiente, una sola sigaretta accesa inquina più di un’auto in corsa, se facciamo il conto dei fumatori di norma concentrati in uno stadio e contemporaneamente attivi otteniamo un risultato sbalorditivo e allarmante (come dimostrato dallo studio di cui sopra, che segnalò a questo riguardo picchi fino a 10 volte maggiori di polveri sottili nell’aria dentro lo stadio, durante la partita, rispetto a fuori).

Chiuse le argomentazioni “fisiche”, è bene soffermarsi un attimo sul valore etico ed educativo di questi provvedimenti, che spesso vengono stravolti nell’immaginario collettivo fino a diventare azioni lesive della libertà individuale: nulla di più sbagliato, anzi a ben rifletterci sorgono per tutelare noi (e l’ambiente, spesso) da chi è troppo intento a difendere il proprio, minuscolo orticello in barba a civiltà e rispetto altrui.

Federico Lombardi
Project Manager
Professionista della Comunicazione Digitale