Dissesto e alluvioni. L’Italia che crolla

Negli ultimi mesi in tutta Italia si è parlato di primavera anticipata, poi tardiva, poi di estate torrida e ora di nuovo di clima autunnale, le temperature sono altalenanti e i giorni di forte pioggia e disagi che ci hanno accompagnato in questi mesi continuano a incombere su di noi. E se anche il sole sembra tornare, in realtà bacia un’Italia ferita, piena di strade di collegamento chiuse, dissestate o franate, luoghi evacuati, comunità isolate, patrimonio archeologico compromesso e/o abbandonato. Abbiamo vissuto giorni terribili, in cui la pioggia faceva paura perché le nostre case, scuole, strutture sanitarie e vie di collegamento spesso sono costruite in territori insicuri, soggetti a frane e alluvioni. [Leggi tutto l’articolo]
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Rapporto Ecomafia 2014. Il business dell’ecologia

Era il 1994 quando l’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente coniava il termine ecomafia, con cui indicava il sistema usato dalla criminalità organizzata per gestire il traffico e lo smaltimento dei rifiuti; ed è dal 1997 che viene pubblicato annualmente il Rapporto Ecomafia che riporta le stime relative ad abusivismo edilizio, escavazione, traffici di opere d’arte rubate, di animali esotici e, naturalmente, dei rifiuti. A ben vedere nel corso del tempo è cambiato poco nel nostro amato Paese, sempre più attento al danno ambientale ma sempre più vittima dello stesso. E quest’anno? Come credete sia andata? [Leggi tutto l’articolo]
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Terra dei Fuochi, un territorio in fumo

In questi giorni, anche grazie a campagne di comunicazione mirate che hanno coinvolto volti più e meno noti, nel nostro Paese si discute di un fenomeno che in Campania è ormai noto, anche se per anni è stato sottovalutato. Parlo della pratica criminale d incivile di sversare illegalmente nelle campagne cumuli di rifiuti, a volte tossici, che vengono dati alle fiamme dando vita a roghi che disperdono nell’aria e nelle terre circostanti sostanze tossiche, potenzialmente letali. Questo fenomeno imperversa in un territorio ben definito compreso tra i comuni di Napoli e Caserta: la Terra dei Fuochi, così battezzata per la presenza quotidiana di suggestivi falò che illuminano il tramonto. Un’area fortemente urbanizzata, dove risiedono circa 150 mila persone e ben 39 discariche di cui 27 probabilmente contenenti rifiuti pericolosi. Dal gennaio 2012 all’agosto del 2013 (neppure un anno insomma) i roghi contati sono più di 6000. Tutti ormai assorbiti nei nostri polmoni e nel nostro organismo. [Leggi tutto l’articolo]
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Il ritorno degli orti viventi

La trasmissione radiofonica Caterpillar di Radio2 sta promuovendo una grande mappatura degli orti presenti in tutta Italia. Questa iniziativa, denominata ortoXmille, sta confermando il lento ritorno della nostra società ipertecnologica all’agricoltura per uso domestico; soprattutto in città si registra un importante cambio di tendenza dopo anni di abbandono e disinteresse nei confronti della coltivazione diretta. Complici (con ogni evidenza) la crisi e il crescente bisogno di certezza rispetto a quello che mangiamo, gli orti si stanno dunque diffondendo sempre più nei nostri ambienti urbani, assumendo le dimensioni di un fenomeno sociale di portata davvero interessante e non casuale. [Leggi tutto l’articolo]
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L’ambiente che avveleniamo, ci avvelena

Secondo il Rapporto Sin Italy 2011 di Greenpeace in Italia il 3% dell’intera superficie nazionale è contaminato da sostanze e prodotti tossici, nocivi per l’ambiente e per l’uomo. Dalla Val D’Aosta alla Sicilia sono 57 le aree classificate Sito d’Interesse Nazionale (SIN) inquinate oltre ogni limite di legge. Luoghi talmente martoriati da costituire un serio pericolo per la natura e per la salute pubblica e che oggi necessiterebbero di lunghi e costosi interventi di bonifica. “Abbiamo nascosto sottoterra i nostri rifiuti di morte e li abbiamo lasciati ai nostri discendenti, in pochi decenni ipotechiamo millenni di avvenire all’umanità che verrà”. Così scriveva Piero Bevilacqua nel bellissimo “Miseria dello Sviluppo”; mai come in questo momento storico la sua citazione mi sembra tristemente calzante. [Leggi tutto l’articolo]
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