Disastro del Vajont: ricordando il passato per cambiare il futuro

Sono trascorsi 53 anni da quello che a più voci è stato definito il disastro naturale italiano più “importante” mai provocato dalla scelleratezza umana. La tragedia del Vajont è figlia di uno dei classici tentativi da parte dell’uomo di manipolare la natura per il proprio tornaconto, in quel caso motivata dalla necessità di produrre energia idroelettrica. Nulla di differente da ciò che accade ancora oggi in effetti, ma in quel caso la naturale arroganza dell’uomo produsse un risultato catastrofico, e come spesso succede decisamente prevedibile. La diga, costruita nel punto meno favorevole tra quelli individuati, fu modificata varie volte per aumentarne la portanza, e man mano che il livello dell’acqua si innalzava i monti circostanti già mostravano cenni di cedimento. La sera del 9 ottobre 1963 la catastrofe: rocce, terra e vegetazione pari a 3 volte la capacità del bacino precipitò in esso provocando un’onda anomala che si riversò con violenza nel fondovalle veneto, sommergendone gli abitati. [Leggi tutto l’articolo]
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Per salvare il Pianeta basterebbe un solo giorno. Il mercoledì

Sono due anni che seguiamo e appoggiamo il mercoledìveg, la semplice e al tempo stesso geniale iniziativa di Cambia Menu (il sito promosso da LAV per informare ed educare alla dieta vegetariana e a quella vegana), e di strada ne abbiamo fatta tanta; tuttavia, oggi come allora vogliamo continuare a interpretare questo messaggio di “riduzione” per il bene di tutti. Quando infatti pensiamo all’inquinamento e ai disastri ambientali pensiamo alle industrie, alla plastica, ai carburanti e al petrolio. Indubbiamente siamo circondati da materiali sintetici che in un modo o nell’altro ci ricordano quanto sia presente e preponderante nelle nostre vite l’industria chimica. C’è invece un aspetto della nostra quotidianità (ormai acclarato) e che pesa più di ogni altra cosa sul Pianeta: la nostra dieta, appunto. [Leggi tutto l’articolo]
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Morire di immigrazione, oggi si può. Meglio, si deve

L’ennesima ecatombe, l’ennesimo tributo di sangue al Mediterraneo e intorno tutto tace, avvolto da un’indifferenza rassegnata e a tratti stufa che ha solo voglia di una giornata di clamore che, da brava, cederà il passo al prossimo show. E allora c’è chi scuote il capo, chi si commuove, chi s’indigna, chi twitta “uccidete anche i superstiti”, il problema delle morti in mare è diventato un argomento tappeto, sotto il quale nascondere molte squallide verità; e quindi ben vengano manifestazioni di razzismo estremo, o di vuoto ecumenismo, l’importante è non sollevare scandalosi lembi di nuda verità. [Leggi tutto l’articolo]
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In memoria di ogni lager

Oggi 27 gennaio ricorre la Giornata della Memoria: memoria delle vittime dell’olocausto nazista, ma ancora più memoria dei confini che la mente umana può varcare quando sceglie la via dell’aberrazione. Oggi, forse più che ogni altro giorno, è opportuno ricordare che il seme del nazismo non si è seccato come ci si può raccontare, anzi è ancora sparso in ogni coscienza che chiude gli occhi davanti alla violenza resa “istituzionalizzata”. Il nostro più alto compito di uomini dovrebbe essere quello di combatterla e debellarla, sempre. [Leggi tutto l’articolo]
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Decreto Sblocca Italia. Perché…no?

Parliamo di rimonta economica, di rinascita dalle ceneri di un’Italia ferita, prima di tutto nell’orgoglio. La crisi, o forse ben altro, ha tolto a tanti imprenditori la voglia di sopportare quel “rischio imprenditoriale” per il quale, in un Paese sano vale la pena lottare. Le persone sono in difficoltà, lavoro non se ne trova e chi ce l’ha, tra ragioni e non ragioni, è scontento. L’economia è bloccata dalla burocrazia, qualcuno denuncia, e dalle tasse, altri suggeriscono; la confusione la fa da padrone. Ma sotto la cenere le idee continuano a lavorare tenacemente e a cercare soluzioni che però stentano a venire a galla, e allora ecco: il Decreto Sblocca Italia, nuovo cavallo di troia Made in Italy, che su quella cenere verserà dell’acqua. [Leggi tutto l’articolo]
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