Artico, un mare di plastica

Sacchetto di plastica nel mareLa plastica è arrivata a invadere anche il fondale delle acque dell’Artico: i ricercatori dell’Alfred Wegener Institute for Polar and Marine Research (AWI) tedesco, attraverso accurate analisi, hanno svelato questa drammatica realtà e  messo in evidenza come l’inquinamento dilagante sia ormai arrivato a intaccare la regione più settentrionale del pianeta e i suoi abitanti. Gli scienziati, attraverso una speciale apparecchiatura fotografica, hanno osservato le condizioni del fondo marino ad Hausgarten (osservatorio del mare Artico che si trova nello stretto di Fram, tra la Groenlandia e l’arcipelago norvegese delle Svalbard), rimanendo sconcertati e allarmati di fronte alle oltre 2000 immagini che hanno documentato senza ombra di dubbio la presenza di rifiuti disseminati su tutto il letto dell’oceano.

Si tratta per lo più dei familiari sacchetti di plastica, raddoppiati nel corso di appena un decennio (dal 2002 al 2011, con particolare picco negli ultimi 4 anni). A preoccupare ancora di più è poi la sorte della biodiversità marina di queste zone: quasi il 70% dei rifiuti fotografati erano in stretto contatto con gli organismi delle acque profonde, potendo quindi compromettere la loro capacità di respirare e assorbire cibo. Secondo i ricercatori il dato realmente allarmante è il seguente: se in uno dei pochi angoli del Pianeta ancora lontani da industrializzazione e inquinamento si è verificato questo fenomeno, è segno che i nostri mari, quelli che abbiamo “sotto casa” sono davvero in condizioni tremende.

I rifiuti nel mare non capitano: siamo noi che ce li scarichiamo. Noi di Attenti teniamo molto al che tutti possiamo acquisire questa consapevolezza; possiamo essere a impatto quasi zero, basta volerlo, smettiamo di comportarci come se l’ambiente fosse un’inesauribile pattumiera e cominciamo a vivere con rispetto, partendo dalla sostenibilità delle nostre azioni quotidiane.

Redazione Attenti all’uomo