L’arresto del capitano non fermerà Sea Shepherd

Watson Sea ShepherdPaul Watson, fondatore del gruppo ambientalista Sea Shepherd, è stato arrestato a Francoforte, in Germania. Forse non tutti lo conosciamo ma a lui devono la vita cetacei e squali di tutto il mondo; si, perché Watson, canadese di 59 anni  noto soprattutto per le sue incursioni contro la caccia alle balene in Antartide, ha dedicato buona parte della sua vita alla tutela degli animali marini. Sempre in prima linea con il suo equipaggio, il capitano ha un unico obbiettivo: fermare il loro sterminio.

Il suo lavoro consiste nel fare applicare le leggi che vietano le orribili pratiche come la mutilazione degli squali (cui vengono tagliate via le pinne per essere lasciati morire, agonizzanti, in mare), nell’insegnare ai pescatori di tutto il mondo a proteggere l’ecosistema marino, nell’impedire con tutti i mezzi la caccia alle balene. Perché è stato arrestato, allora? La richiesta di estradizione avanzata con il suo arresto dalle autorità della Costa Rica è stata motivata da un’accusa di “violazione del traffico marittimo” avvenuta nel 2002.

Tutto sembra riconducibile al giorno in cui Sea Shepherd stava registrando un documentario (“Sharkwaters”) sulla caccia illegale agli squali compiuta dalla barca costarichense Varadero. Il comandante intervenne su ordine delle autorità guatemalteche ordinando all’equipaggio del Varadero di rientrare in porto per rispondere del reato; ma, proprio mentre entrambi i natanti erano sulla via del ritorno, fu inviata una cannoniera a intercettarli e ad essa l’equipaggio del Varadero riferì di aver subito minacce e violenze da parte degli ecologisti. Per evitare il peggio Sea Shepherd salpò alla volta del Costa Rica dove scoprì altre attività illegali legate alla lavorazione delle pinne di squalo.

Watson oggi si trova in una prigione tedesca in attesa dell’evoluzione di questa improbabile vicenda, essendo stato confermato il suo stato d’arresto. Ci viene da pensare che è davvero un mondo strano quello in cui i cacciatori di balene e i mutilatori di squali vivono liberi mentre un uomo come il nostro capitano è costretto in una prigione.

Siamo vicini a un uomo di principi che lotta per valori in cui noi crediamo molto e speriamo in una liberazione imminente. Come Sea Shepherd, che non si fermerà; vuole, infatti, continuare nel mese di giugno la sua campagna nel Pacifico meridionale contro la strage degli squali. Si dice che il valore di un uomo si misuri dalla tenacia delle sue idee e dalla loro capacità di sopravvivere a tutto; noi crediamo che Watson e il suo equipaggio non saranno mai soli finché saremo al fianco delle balene e degli squali.

Redazione Attenti all’uomo

Il link: sito Sea Shepherd Italia.