Alberi di Natale, cosa farne dopo le feste

Albero di Natale, dopo le festeL’albero di Natale è un’istituzione ormai, per molti non se ne può proprio fare a meno per celebrare la festa per eccellenza, quella che piace tanto agli adulti e ai bambini per il clima familiare che riesce a creare e perché offre l’occasione di scambiare grandi doni e piccoli gesti e pensieri. Ci sono gli appassionati dell’albero vivo per i quali Natale non è Natale senza l’odore di un pino o di un abete e la piacevolezza che offre agli occhi e al tatto e poi ci sono gli amanti dell’albero sintetico, indubbiamente più pratico ed “etico”. Quale che sia la scelta fatta (un consiglio per l’anno prossimo ve lo voglio regalare comunque: gli alberi stanno davvero bene in natura!) ogni anno milioni di alberi vivi restano “disoccupati” dopo le feste, e se è vero che il loro destino è spesso segnato è altrettanto vero che provare a recuperarli è doveroso.

Di abeti natalizi ce ne sono di vari tipi, la loro resa e durata nelle nostre case sotto il peso di palline e luci dipende da tante cose ma prima di tutto da noi, dalla nostra coscienza e dal nostro pollice verde: lasciare l’albero sufficientemente libero, in un angolo un po’ più fresco della casa, lontano dai caloriferi e curare il terreno in modo appropriato è decisamente meglio che trattarlo come un oggetto inanimato. A monte andrebbe poi acquistato in un vivaio di fiducia o da fiorai non avvezzi a manovre “strane” sulle radici che ne provocano la morte in modo insindacabile. In qualunque caso e con qualunque accorgimento, dopo un mese trascorso in casa, in un vaso e al caldo, qualunque abete comincia a vacillare e lentamente a morire.

Vi sono aziende virtuose quali l’IKEA che riprendono gli alberi venduti e si occupano della loro trasformazione in fertilizzanti o pannelli truciolari. Per ogni restituzione effettuata tra il 4 e l’11 gennaio 2013 con lo scontrino, si riceverà un buono di importo pari al prezzo pagato per l’albero spendibile nei negozi IKEA (dal 18 gennaio al 28 febbraio 2013) e l’azienda regalerà 3 € al WWF (a cui è possibile aggiungerne altri 2, scalandoli dal proprio buono) per sostenere un progetto di gestione e conservazione in uno degli straordinari ecosistemi dell’Abruzzo. Anche OBI rimborsa con un buono pari all’importo pagato in caso di restituzione dell’albero che, in questo caso, verrà ripiantumato. Ci sono poi anche i vivai che riescono a rigenerarli e a mantenerli in vita per i natali futuri ma sopratutto ci sono comuni che mettono a disposizione delle aree montuose o addirittura urbane per piantumare i nostri alberi e dare così anche una mano ai progetti di forestazione.

Non occorre altro che informarsi, chiedete come prima cosa a chi vi ha venduto l’albero ma anche al vostro comune di residenza, ricordiamo che terminare le feste con un gesto d’amore per la natura è tra gli insegnamenti migliori che possiamo dare. Se poi possediamo un giardino possiamo utilizzare quello come casa per il nostro albero, con i dovuti accorgimenti: ricordate che il vostro abete ha vissuto per un mese al caldo e con le radici compresse in un vaso, liberarlo all’improvviso nella terra fredda ed esporlo a temperature rigide lo farà certamente morire. Come fare quindi? Come prima cosa spostatelo in una zona riparata all’esterno della casa (un portico o un luogo poco ventoso andrà benissimo), circondate il vaso con paglia o sacchi o legno, innaffiatelo nelle ore più calde del giorno con acqua riposata (ovvero non appena sgorgata dalle tubature): quando smetterà di perdere aghi o addirittura ne metterà di nuovi sarà pronto per essere piantato e ornare il vostro giardino.

Federico Lombardi
Project Manager
Professionista della Comunicazione Digitale