Alberi di Natale, cosa farne dopo le feste

Albero di Natale: cosa farne dopo le festeL’albero di Natale è un’istituzione ormai, per molti non se ne può proprio fare a meno per celebrare la festa per eccellenza, quella che piace tanto agli adulti e ai bambini per il clima familiare che riesce a creare e perché offre l’occasione di scambiare grandi doni e piccoli gesti e pensieri. Ci sono gli appassionati dell’albero vivo per i quali Natale non è Natale senza l’odore di un pino o di un abete e la piacevolezza che offre agli occhi e al tatto e poi ci sono gli amanti dell’albero sintetico, indubbiamente più pratico ed “etico”. Quale che sia la scelta fatta (un consiglio per l’anno prossimo ve lo voglio regalare comunque: gli alberi stanno davvero bene in natura!) ogni anno milioni di alberi vivi restano “disoccupati” dopo le feste, e se è vero che il loro destino è spesso segnato è altrettanto vero che provare a recuperarli è doveroso.

Di abeti natalizi ce ne sono di vari tipi, la loro resa e durata nelle nostre case sotto il peso di palline e luci dipende da tante cose ma prima di tutto da noi, dalla nostra coscienza e dal nostro pollice verde: lasciare l’albero sufficientemente libero, in un angolo un po’ più fresco della casa, lontano dai caloriferi e curare il terreno in modo appropriato è decisamente meglio che trattarlo come un oggetto inanimato. A monte andrebbe poi acquistato in un vivaio di fiducia o da fiorai non avvezzi a manovre “strane” sulle radici che ne provocano la morte in modo insindacabile. In qualunque caso e con qualunque accorgimento, dopo un mese trascorso in casa, in un vaso e al caldo, qualunque abete comincia a vacillare e lentamente a morire.

Vi sono aziende virtuose quali l’IKEA che riprendono gli alberi venduti e si occupano della loro trasformazione in fertilizzanti o pannelli truciolari. Per ogni restituzione effettuata tra il 4 e il 12 gennaio 2015 con lo scontrino, si riceverà un buono di importo pari al prezzo pagato per l’albero spendibile nei negozi IKEA (dal 13 gennaio al 2 febbraio 2014) e l’azienda regalerà 2 € al WWF (a cui è possibile aggiungerne altri 2, scalandoli dal proprio buono) per la realizzazione di azioni e misure concrete per migliorare la salute della Riserva naturale Bosco WWF di Vanzago e delle tante specie che lo popolano. Un’iniziativa che ha permesso negli ultimi 9 anni di riutilizzare 152.000 alberi.

Non occorre altro che informarsi, chiedete come prima cosa a chi vi ha venduto l’albero ma anche al vostro comune di residenza, ricordiamo che terminare le feste con un gesto d’amore per la natura è tra gli insegnamenti migliori che possiamo dare. Se poi possediamo un giardino possiamo utilizzare quello come casa per il nostro albero, con i dovuti accorgimenti: ricordate che il vostro abete ha vissuto per un mese al caldo e con le radici compresse in un vaso, liberarlo all’improvviso nella terra fredda ed esporlo a temperature rigide lo farà certamente morire. Come fare quindi? Come prima cosa spostatelo in una zona riparata all’esterno della casa (un portico o un luogo poco ventoso andrà benissimo), circondate il vaso con paglia o sacchi o legno, innaffiatelo nelle ore più calde del giorno con acqua riposata (ovvero non appena sgorgata dalle tubature): quando smetterà di perdere aghi o addirittura ne metterà di nuovi sarà pronto per essere piantato e ornare il vostro giardino.

Federico Lombardi
Project Manager
Professionista della Comunicazione Digitale