Corte Costituzionale: l’acqua resterà pubblica

Acqua pubblicaUna “grande vittoria dei movimenti” che fino a oggi si sono espressi contro la possibilità che un bene vitale come l’acqua potesse essere oggetto di speculazione da parte di aziende private. Così il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, promotore del referendum del 2011, si è espresso sulla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 4 della finanziaria-bis 2011 che disponeva la possibilità di privatizzazione dei servizi pubblici da parte degli enti locali.

Questa sentenza è un vero trionfo perché  blocca anche tutte le modificazioni successive, compresa quella del Governo Monti, e ribadisce con forza la volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno 2011, oltre a rappresentare un monito ai governi presenti e futuri che speculano sui beni comuni. La Corte Costituzionale è stata decisiva, ma ha nei fatti semplicemente reso intoccabile da pochi la scelta etica di 27 milioni di persone, quelle che hanno detto sì al referendum. Come sempre diciamo noi di Attenti all’uomo, cambiare si può, basta volerlo e lottare uniti senza sosta.

Una riflessione, tuttavia, è necessaria. L’acqua è e deve rimanere un bene pubblico, proprio perchè è una risorsa vitale per l’uomo; teniamo a mente però che l’acqua dolce è una risorsa scarsa della quale ha bisogno l’intero pianeta, quindi non va sprecata. Ricordiamocene sempre: quando ci laviamo i denti, facciamo il bucato, laviamo le stoviglie e sempre, ogni goccia risparmiata è guadagnata alla natura e a chi ha sete.

Redazione Attenti all’uomo