Acqua piovana: una risorsa da riscoprire

Recupero acqua piovanaL’acqua è la risorsa più preziosa della terra, essendo imprescindibile per la vita: in alcuni paesi del mondo è causa principale di guerre e lotte tra popoli e fazioni diverse, mentre noi in occidente la diamo per scontata e ne sprechiamo davvero tanta, troppa. Le nostre città sempre più cementificate sono una piaga per la terra, disperdono l’acqua piovana senza dare alcun beneficio al sottosuolo convogliandola nelle fognature e nei sistemi di scolo. Da oggi però ciascuno di noi può fare qualcosa per cambiare la situazione, raccogliendo l’acqua in impianti intelligenti, con grande vantaggio per il proprio portafogli e, sopratutto, per la natura.

Il sistema dell’uomo per l’approvvigionamento dell’acqua è assurdo perché si fonda su un metodo diseconomico (per il Pianeta, ovvio): a fronte di tanta acqua sprecata proveniente dal cielo e che in città finisce nelle fognature, prosciughiamo sempre più sorgenti e fiumi per incanalarne le acque nelle tubature (colabrodo). Il danno all’ambiente è incalcolabile, grazie a questa logica per ogni quartiere urbano costruito un pezzo di bosco e di ecosistema entra in sofferenza. L’acqua corrente, inoltre,  provoca spesso il cattivo funzionamento degli elettrodomestici a causa del calcare di cui è naturalmente ricca: così ricorriamo a filtri e impianti decalcificanti, riempiendo (in aggiunta) lavatrici e lavastoviglie di detersivi aggressivi che addolciscono l’acqua e danneggiano l’ambiente. L’uso di acqua piovana risolverebbe il problema alla radice.

I contadini da sempre raccolgono l’acqua piovana per “fare scorta” e irrigare i campi; ma non solo, nell’antichità essa era tra le prime e talvolta uniche fonti di uso domestico. Oggi possiamo utilizzarla anche noi grazie a impianti semplici quanto ingegnosi che riescono a coprire quasi la metà del fabbisogno giornaliero. Sono una manna dal cielo per l’ irrigazione del giardino e per l’igiene domestica (ossia per la pulizia dei sanitari e per l’uso di lavatrice e lavastoviglie che godono tra l’altro di un ciclo di vita più lungo).

Nel suo insieme l’impianto è un sistema molto semplice, sfrutta la pendenza del tetto della casa che convoglia l’acqua attraverso la grondaia in un apposito serbatoio di raccolta capace di operare un primo filtraggio; successivamente, in un secondo serbatoio essa è sottoposta a un ulteriore processo di purificazione mediante decantazione, necessario per eliminare batteri e sostanze nocive. A questo punto l’acqua è pronta per essere immessa nel sistema esistente di tubature. In base al tipo di utilizzo che scegliamo di fare dell’acqua raccolta, gli impianti possono differire nella loro struttura e nei sistemi di filtraggio (per esempio, al solo scopo irriguo, il secondo passaggio di filtrazione sarebbe superfluo).

Il costo di un impianto in genere non supera gli 800 €: soldi ampiamente ammortizzati dalle future bollette, dalle mancate manutenzioni agli elettrodomestici e, perché no, anche dalla nostra coscienza più leggera.

Alessandra De Sio
Dott. di ricerca in Marketing
Professionista del Marketing Etico e Ambientale