Accessori vivi, made in China

Portachiavi viviOgni qual volta leggiamo di qualche novità in tema di violenza sugli animali rimaniamo sorpresi perché, forse ingenuamente, pensiamo che ci voglia una fantasia davvero rara per concepire certe cose; tuttavia, vista la frequenza con cui ormai alcuni fenomeni si verificano, forse non è così. Il popolo cinese spesso è in pole position per creatività e bizzarria quando si tratta di far del male ai nostri amici. Avevamo trovato proprio ieri modo di raccontare una storia diversa, un passo avanti una volta tanto a questo riguardo. Oggi invece vi presentiamo la new entry tra gli oggetti più discussi e più macabri mai prodotti, “made in China”: i portachiavi vivi.

Forse qualcuno ne ha già sentito parlare. La maggior parte delle persone di fronte a questa notizia ha avuto reazioni di indignazione e di sdegno, il resto, invece, ha pensato fosse una bufala; comunque sia, di certo la questione è controversa perché si regge sulle testimonianze e le documentazioni (ci sono anche dei video) prodotte per lo più dai turisti e da pochi quotidiani, dal momento che un tale ninnolo (che sarebbe illegale nella maggior parte dei paesi al mondo),  non potrebbe uscire dallo Stato cinese e venire a testimoniare di persona.

Oggi cogliamo comunque l’occasione per spiegarvi di cosa si tratterebbe. A quanto pare, parliamo di bustine di plastica di varia dimensione, sigillate contenenti acqua (colorata e non) e un animaletto vivo (pesci, tartarughe, salamandre); al sacchetto sarebbero poi aggiunti tracolline, moschettoni, catenine e anche bordature di pelo. Rinchiusi lì dentro, gli animali non hanno che da sopravvivere una manciata di ore o al più giorni, per poi morire di soffocamento.

Cosa dire? Mettendo da parte ragionevoli dubbi, è ovvio come tutto ciò appaia semplicemente e raffinatamente crudele, e a poco vale pensare che questi oggetti (se esistenti) per fortuna non arriveranno probabilmente mai qui da noi, perché ne esiste una variante “etica”, e quella si che possiamo trovarla in giro anche in Europa. Si tratta di cubi, rettangoli e cilindri colorati che contengono al loro interno i suddetti animali o bellissimi insetti, inseriti (vivi o morti non importa), in un gel auto solidificante.

È normale che di fronte a queste notizie la sensazione sia di disfatta totale; ci viene da pensare che l’andazzo, in certi posti, non cambierà mai. Ma non è proprio così, semplicemente è importante trovare sempre nuove strade per farsi ascoltare, e, naturalmente, boicottare qualsiasi forma di crudeltà. Basti pensare, come detto, alla notizia di ieri sui primi, importanti passi avanti nella sperimentazione senza animali della stessa Cina.

Federico Lombardi
Project Manager
Professionista della Comunicazione Digitale

“Test cosmetici. Buone notizie dalla Cina”leggi l’articolo.